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Ben Jelloun: “Sempre più numerosi i nostalgici di Mussolini”

Abbiamo tradotto l’articolo di Tahar Ben Jelloun, scrittore amico dell’Italia, pubblicato il 3 marzo su “Le Point” (qui l’originale). Un vero e proprio piccolo reportage, che è importante leggere perché ci fa capire come la vicenda del faro del duce e la situazione di Predappio siano viste oggi nel mondo.

TAHAR BEN JELLOUN – ITALIA : SEMPRE PIÙ NUMEROSI I NOSTALGICI DI MUSSOLINI

Sintomo della crescita del populismo e della crisi della democrazia italiana, il luogo dove è sepolto il Duce è diventato meta di pellegrinaggio.

Nella regione Emilia-Romagna, tra la Toscana e la Lombardia, a una quindicina (sic) di chilometri da Ravenna dove si possono vedere i più bei mosaici del mondo, ed è sepolto Dante, si trova la piccola città di Forlì. È anche il luogo, a un quarto d’ora dal centro, esattamente a Predappio, dove è nato ed è stato sepolto il padre del fascismo italiano. Una cripta degna di un imperatore con un’ambizione smisurata. Vi è sepolta non solo tutta la famiglia, ma anche ferventi ammiratori del dittatore hanno il loro posto, comprato a caro prezzo, poiché, anche da morti, certuni hanno voluto rendere perpetua la loro ammirazione per il dittatore.

L’entrata del cimitero ha tre porte sormontate da tre archi che richiamano la lettera “M”. Ma la cosa più stupefacente, non è la sopravvivenza della nostalgia fascista, è la persistenza della celebrazione di questa ideologia che credevamo morta per sempre.

I negozi di souvenir

Tre negozi vendono prodotti ispirati al fascismo: la camicia nera, il vino nero, i differenti giacconi e copricapi con l’effige di Mussolini, gli stemmi, le t-shirt, le tazze da caffè, le coppe, le bandiere, alcune con la croce uncinata, i giubbotti neri, i berretti, i manifesti, le prime pagine dei giornali dell’epoca, il calendario del 2017 con le foto del “Duce” e anche un pigiama per neonati con la frase “barcollo ma non mollo”, una citazione del dittatore.

I negozi sono affollati. La commessa, di non più di 20 anni, dice riguardo a una camicia nera con l’effige di Mussolini ricamata:« abbiamo tutte le taglie, è un prodotto che si vende bene». Ci sono i curiosi, ma anche i nostalgici che non hanno conosciuto questa epoca funesta.

Benito Mussolini continua ad affascinare e ad attirare i seguaci della violenza, del fanatismo e del razzismo come si manifestano oggi in una Italia dove l’estrema destra, rappresentata dal partito della Lega Nord e Fratelli d’Italia, chiaramente neofascisti, continua ad aumentare.

All’entrata della cripta della famiglia Mussolini, un libro d’oro raccoglie i pensieri dei visitatori. Quasi tutti rimpiangono la scomparsa del “grand’uomo” : “Benito, l’Italia ha bisogno di te, ritorna”; ” Dopo di te, non c’è che il vuoto”; “Onore dell’Italia”; etc.

Crisi politica

Discutendo con alcuni amici italiani, mi hanno riferito che Donald Trump e Putin godono di una grande popolarità in certi ambienti. La forza e la prepotenza affascinano. Si direbbe che gli italiani vorrebbero di nuovo un potere forte e non democratico. Pertanto l’apologia del fascismo è proibita per legge. Ma il fatto che il commercio dei souvenir di Mussolini vada molto bene è un dato significativo. L’Italia conosce una crisi politica da cui non si intravede l’uscita. La sinistra e la destra tradizionali sono divise. Il centro vacilla. Resta il partito “cinque stelle” la cui ideologia è populista ed ambigua.

Si sente il vento di un ritorno in auge delle ideologie totalitarie. L’agente di Polizia che ha ucciso a Milano il 24 dicembre 2016 Anis Amri, il sospetto per l’attentato a Berlino, doveva essere decorato da Angela Merkel. Quando si viene a sapere che fa parte di quella estrema destra che coltiva il mito del fascismo salvatore del paese, la premiazione viene annullata. La Fondazione Alfred Lewin ha reagito fermamente contro il progetto del Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena di riaccendere il faro che Mussolini aveva fatto costruire per rendere visibile il più lontano possibile la luce del fascismo (60 km in linea d’aria a 360 gradi). La Fondazione ha ricordato che in questo luogo degli ebrei sono stati uccisi e il partigiano Antonio Carini torturato e ucciso gettandolo da un ponte.

Sono segnali che non vanno presi alla leggera. L’influenza populista e fascistoide in Europa non è una invenzione dei media. L’Italia, come la Francia, non sa come impedire l’emergere di una estrema destra sempre più presente nelle idee e nel sociale.

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